Ciao Renato
Sono Carolina Benincasa, lo so, dovrei dare del Lei ad un essere umano cui mi rivolgo per la prima volta e per il quale sono una perfetta sconosciuta.
Ma, posso dare del Lei ad un amico? Forse si , ma si può dare del Lei ad un fratello? Ecco chi sei stato e sarai per me , il fratello che non ho.
Sono figlia unica per cui le persone che mi donano amicizia divengono parte della mia storia , della mia vita.
Come Te.
Non direi che sono stata una Tua fan, perché sarebbe ridurre a mero entusiasmo le profonde emozioni , la totale gioia che la Tua poesia in note mi hanno donato negli anni.
Una gioia della durata di una canzone potrebbero affermare gli stolti.
Da quando la gioia si misura in durata piuttosto che in intensità!!!
E Tu hai donato e doni tanta intensità.
Eri “mimetizzato” con lustrini e cantavi il carrozzone della vita….. perché per molti vivere vuol dire apparire non essere e costoro temevano di andare al di là della Tua immagine che, nel Suo essere maschera metteva a nudo la povertà di ipocrite vite avvolte su se stesse.
Eri “ mimetizzato “ con boa , riccioli lunghi , da tutine aderenti fra doppiopettisti che, urlando , cantavano amore che faceva rima con
Cuore.
Piacevano? Erano tranquille voci che inneggiavano alla monotonia , al pattume del quotidiano che non scuoteva l’Essere, non faceva
certo riflettere.
Le Tue toilette che per taluni versi facevano paura agli ipocriti ,ai ben pensanti , scuotevano fin dal profondo , facendo vibrare dolcemente , violentemente , i sentimenti degli astanti.
E si pensava , si meditava , si agiva , si modificava.
Si toccava il blu .
Il Tempo trascorre nelle Tue note , ne cogli le modifiche cambiando anche Tu.
Via il boa.Via i riccioli . Via le tutine.
Ora sei un Signore che , pur non abbandonando i teneri lustrini e qualche tocco di originalità , narri dei problemi del padre in là negli anni, degli amici, dell’oggi.
Se la cornice è modificata, le vibrazioni , le emozioni, sono quelle di sempre.
Perché sei vivo. Sei vero. Sei Zero.
Nulla e tutto, ovvero : Sempre.
Sto ascoltando le Tue poesie ; non hanno tempo e come il Tempo appartengano alla Vita dell’Uomo.
E, che sia Tecnologicus o semplice uomo,
comprende il Tuo messaggio che è il solo che ciascuno vuole ascoltare dal proprio fratello.
Il messaggio d’ amore di speranza , di solidarietà e , quando canti di essi è un rivolgerTi a ciascuno di noi .
E ‘ un canto corale , ma al contempo con ogni singolo Tuo amico che è lì, con Te.
La magia della musica , delle parole.
La magia di Zero.
Ciao.
Carolina Benincasa
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