Mare calzolaio
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Raccontami, mare, che hai fatto stanotte?
Hai contato le ore con l’onda che sbatte,
o seduto tranquillo al deschetto,
suolato le scarpe in modo perfetto?
La luna brillava, su, in alto ed intorno,
e lume faceva come a mezzogiorno:
gli occhiali sul naso, la spiaggia hai passato,
le tue calzature in mostra hai lasciato.
Un paio di scarpe di mela,
per portare a ballare Michela,
un paio per quando è bel tempo,
(ma comode, un vero portento!),
un paio col tacco non troppo sottile,
chè Maria, non inciampi nel viale,
un altro, invece, con strass e lustrini
per andare a passeggio ai giardini…
Le scarpette di un piede piccino,
quelle grandi, da contadino,
quelle strette a punta rialzata,
quelle larghe, a pianta quadrata!
Due calosce per piedi ormai anziani,
anche un sandalo firmato Armani,
le “Chanèl” di cuoio marrone,
primo fiore, le scarpe d’autore.
E quel laccio vezzoso, che rende
il piedino più snello, chi attende,
i capricci di una bambina,
o i volteggi di una ballerina?
Guarda, pure una vecchia ciabatta!
Una ciocia! Però è un po’ rotta…
stivali di gomma strappati,
mocassini appena lustrati,
claquètte lucide da tip-tap…
tacchi a spillo? Una cosa da Vip!
Una coppia di zatteroni
da indossare sotto i pantaloni,
o gonna corta, anni sessanta,
purché si abbia… meno degli “anta”!
Toh, perfino un infradito,
tutto solo, mi sembra smarrito!
Ha perduto il compagno in missione,
o fa un giro di ricognizione?
Un plantare vagante, una suola,
una vecchia tomaia viola:
mi ricorda la nonna Teresa,
quando usciva per fare la spesa!
Sulla sabbia in diverse misure,
ogni sorta di calzature:
grandi, medie, minute, giganti,
per tutti i giorni o per quelli importanti…
Ma una scarpa non riesco a trovare:
quella fatta per camminare
verso un mondo più bello e pulito,
più piacevole, più colorato,
dove il mare sia rispettato,
e… non sembri un vecchio malato!

foto di roberto regnoli
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