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Tronchi

nelle pagine dedicate ai tronchi ho voluto inserire alcune delle foto
scattate durante le mie passeggiate sulla spiaggia, incredibili le forme
e le dimensioni di alcuni di questi tronchi |
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CAUTELA CON LE BOTTIGLIE SULLE SPIAGGE
08 maggio 2006
Purtroppo la stupidità delle persone non ha limiti, è di pochi
giorni fa la notizia che UNABOMBER è tornato a colpire. Ecco
come: |
Il ritorno di Unabomber: mutilato un ragazzo - di Sandro
Rinaldini -
Sandro Rinaldini
da Caorle (Venezia)
Questa volta Unabomber, il folle bombaraolo del Nord Est, studia
correnti, maree e venti. E affida il suo messaggio di morte ad
una bottiglia, come un Sos di un naufrago, che getta nel fiume
Livenza con la speranza che ferisca ancora una volta. E
Unabomber ci è riuscito, come tante altre volte dal 1994 ad
oggi, a Porto Santa Margherita, sul portocanale del piccolo
centro turistico nel comune di Caorle, in provincia di Venezia.
Un ragazzo di 28 anni, infermiere professionista, di Mestre,
Massimiliano Bozzo, infatti, è ricoverato all'ospedale di
Pordenone dove i medici per tutta la serata di ieri l'hanno
sottoposto a un lungo intervento per riattaccargli il pollice
della mano sinistra, parte dell'indice e dell'anulare strappati
da una carica esplosiva inserita in una bottiglia di vetro
chiusa con un tappo di sughero al quale Unabomber ha collegato
un innesco a strappo. Ferita anche la ragazza che era con lui,
infermiera anche lei, Giorgia Ghezzo, 24 anni, di Spinea,
provincia di Venezia. La giovane ha rischiato di perdere l'udito
ed è stata raggiunta dalla pioggia di schegge di vetro della
bottiglia.
Era da poco passato mezzogiorno, ieri mattina, sulla banchina
del portocanale di Porto Santa Margherita, quando l'incubo di
Unabomber torna nel Nord Est. Lui è a terra: la mano sinistra
spappolata, ferite al collo, alla coscia destra; piange; lei si
regge a malapena in piedi, perde l'equilibrio, le cola il sangue
dal volto, dal collo, dalle gambe per via dei frammenti di vetro
che l'hanno investita nonostante fosse ad un metro e mezzo dal
suo fidanzato.
Il botto fa accorrere tre pescatori che hanno gettato l'amo poco
lontano e una famiglia di turisti tedeschi che ha dormito nel
proprio camper a poche centinaia di metri dal luogo dello
scoppio. Subito arrivano i militari della Capitaneria di Porto
che hanno la caserma sulla banchine di fronte del portocanale;
poi l'ambulanza del 118, i carabinieri, la Guardia di Finanza.
Più tardi atterra anche l'elicottero dei Ris in volo da Parma e
sgommano le auto della polizia e degli uomini dell'Uacu, l'Unità
anticrisi del crimine violento e della Direzione anticrimine
centrale a riprova che quella bottiglia esplosiva porta la firma
di Unabomber. «Abbiamo molti reperti - dice il colonnello dei
Ris di Parma, Luciano Garofano -. È presto per dire qualcosa,
adesso dobbiamo solo lavorare». Per il procuratore capo di
Venia, Vittorio Borraccetti, «siamo davanti ad una partita a
scacchi e non possiamo dire nulla».
Lavorare, indagare per capire come Unabomber, questa volta,
abbia confezionato la bottiglia esplosiva. Se, come pare,
l'innesco e la carica esplosiva sono simili a quelle già usate
dal bombarolo del Nord Est, la sua firma è certa. L'unica
variante è la bottiglia: mai usata prima, dopo barattoli di
cioccolata, tubi, contenitori per le bolle, ovetti-sorpresa,
radioline, lumini da cimitero, campanelli, candele votive,
pennarelli e via andare con un campionari di oggetti comuni che
nelle mani del mostro diventano ordigni di morte. Dal 1994 sono
una ventina le persone ferite; l'ultimo colpo, lo scorso luglio,
a Portogruaro, poco lontano da Caorle, dove una donna si trovò
una bomba sotto la sella della sua bicicletta.
Ieri,
a Caorle, Unabomber voleva colpire le famiglie che, con i primi
caldi, scendono lungo l'argine del portocanale dopo aver
parcheggiato nello spiazzale vicino al traghetto che unisce le
due rive, e raggiungono la spiaggia. Come hanno fatto
Massimiliano e Giorgia verso mezzogiorno. Mano nella mano
camminano verso la spiaggia. Lui butta l'occhio sulle acque del
fiume e vede la bottiglia che galleggia e sbatte contro gli
scogli. Ha un pezzo di carta all'interno: sembra un messaggio di
una naufrago, un caso da novello Robinson Crusoe. Scende sugli
scogli, lei gli dice di stare attento che potrebbe scivolare.
Raggiunge la bottiglia e i due la portano sulla banchina. È un
attimo: lui tira il tappo che fa resistenza e l'innesco fa il
suo dannatissimo dovere. Un boato e una pioggia di schegge e
Unabomber, forse nascosto poco lontano che guarda la scena, è
tornato. |
SE TROVATE UNA
BOTTIGLIA SULLA SPIAGGIA, PRIMA ANCORA DI RACCOGLIERLA, GUARDATELA BENE,
OSSERVATE SE CONTIENE DEI FILI E DELLE MOLLE, SE AL TAPPO SONO COLLEGATI
DEI FILI O DELLE MOLLE, E SE CONTIENE QUALCOSA DI DIVERSO DA INNOCENTI
PEZZI DI CARTA, ALLORA NON FIDATEVI,
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NON RACCOGLIETELA
E
CHIAMATE LE FORZE DELL'ORDINE PER FARLA RIMUOVERE
A NOSTRO PARERE, STATE
ATTENTI ANCHE A BOTTIGLIE CON PEZZI DI CARTA E CHE CONTENGONO LIQUIDI,
POTREBBE NON ESSERE SOLO ACQUA. USATE, INSOMMA, TUTTE LE PRECAUZIONI
POSSIBILI. |

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LINK
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Storia del messaggio in bottiglia
Messaggi in bottiglia(?)
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