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di Roberto Regnoli |
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Dicono di noi:
Ciao Caro Amico.
Sono Raffaele Pappalardo e parlo del Brasile (San Paolo) e volevo
salutarci, ieri aveva un reportaggio di una ragazza che hai getatto al
mare una botiglia 21 anni fa, e pure dava la riferenzia del tuo sito.
a presto
Raffaele Pappalardo
Porto Potenza Picena 16/01/2006
Egregio Sign. Roberto Regnoli, La ringrazio per aver risposto al messaggio. Il 18/01/2005 abbiamo lanciato in mare 24 bottiglie, Lei è il primo ad aver trovato la bottiglia . Se ci saranno altri ritrovamenti Lei sarà informato, (in poche parole parteciperà al nostro esperimento). In futuro se ci sarà un pranzo o una cena per coloro che avranno ritrovato le bottiglie Lei sarà sicuramente invitato. Cordiali saluti Luciano.
L’Approdo
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article2034045.ece
complimenti!!!!!
Caro prof. Regnoli,
sono Olga Massa, una ragazza a cui qualche anno fa ha operato il
ginocchio per un menisco rotto.
Navigando ho trovato il suo sito e devo farle i complimenti perche' e'
unico nel genere e curato tantissimo.
L a storia mi ha ispirato cosi ho pensato di leggere i messaggi e se per
caso riusciro' a tradurre qualcuno non tradotto (dal momento che ho una
certa competenza con le varie lingue) glielo comunichero'.
Di lei avevo un ottimo ricordo (a volte però il ginocchio si blocca e mi
da' un po' fastidio ma credo sia normale,no?), ora tale ricordo e'
migliorato se possibile perche' credo che stia facendo qualcosa che
avra' modo di sopravvivere nella memoria.
La abbraccio e saluto,
Olga da San Severo.
gent.mo dott. Roberto
mi chiamo Annalisa e vivo a Piacenza
ho letto di lei sulla rivista panorama e allora
sono corsa subito a visitare il suo sito.
complimenti..... ha fatto un lavoro
bellissimo... mi ha fatto sognare...perdermi nei sogni di chi affida al mare
i propri sentimenti
complimenti sinceri perchè oltre alla sua
attività di medico riesce a trovare anche il tempo per questo suo hobby così
particolare.
non smetta!!!! continuerò a "navigare" tra le
sue bottiglie!!!!
Annalisa
Mi presento,sono Marco Di Meo giovane dj termolese e TERMOLESE da un pò di
generazioni(sn il nipote di Canfalone quello delle bomboniere per
intenderci),volevo complimentarmi cn lei per i "massaggi dal mare" li ho
letti tutti e devo dire che hanno suscitato in me delle sensazioni molto
forti..
il più bello è quello dei ragazzini che hanno chiesto di confermare sulla
loro mail se il msg sarebbe arrivato a destinazione,robba da film!!troppo
bello!!
Dott.Regnoli ha tutta la mia stima.
Respect
Mark Di Meo
Suor Anna Antida Casolino: Roma,3 luglio 2007 Gentile dott. Regnoli,
Sono una fedele lettrice di Primonumero. E’ li che mi sono imbattuta nel racconto della sua avventura-esperienza…Sono una termolese che vive a Roma. Sono Suora della Carità di santa Giovanna Antida, come quelle che erano al San Timoteo (sono consorella di Sr. Giuseppina), come quelle che sono ancora in Via Marconi e alla Cittadella della carità al Borgo di Termoli. Mi chiamo Suor Anna Antida Casolino. Il mio cognome le dice quanta “termolesità” scorra nelle mie vene e quanto il mio cuore sia legato al nostro mare, ai suoi colori, ai suoi mutamenti continui, alla relazione con il suo “lui” immenso, a volte placido e languido, a volte rabbioso e minaccioso, a volte agitato e assordante… Ammiro la sua storia, dottore. L’analogia con ciò che per me rimane nei ricordi c’è e anche tanta, quando si passeggiava sulla piccola marina di san Pietro, magari durante la ricreazione, in orario scolastico perché ogni tanto alcune Suore Insegnanti della Scuola media ci concedevano di scendere per la merenda. Specie di inverno e in primavera, sulla battigia il mare ci faceva tante sorprese: dalle belle stelle marine, a strane formazioni o resti minimi di ciò che avrebbe potuto essere un abitante del mare, ad una scultura a cui attribuire l’identità di una forma reale o fantastica. Ciò avveniva anche intorno ai trabucchi, ora scomparsi, al di là del moletto di Marinucci, lungo Rio vivo, fino agli orti di Pantano dove rotolavamo su dune di sabbia altissime, ricche di flora marina e di piccola fauna viva, di cui se ne osservavano le orme lungo i percorsi, o morta di cui si indovinavano i segni e i resti che indicavano la loro dimora o il loro passaggio. Ma le meraviglie più straordinarie erano gli oggetti di scoperte durante le “gite scolastiche”a piedi, lunghe chilometri, che partivano da sotto il castello e arrivavano fin quasi a Petacciato. Se ne potrebbe ripetere un catalogo molto simile al suo… Il problema era rifare il cammino con le mani o le braccia ingombre. Ma si parlava, si immaginava, ci si interrogava. A volte davanti ad un reperto partiva lo spunto per un componimento dalla traccia libera e da lì uscivano capolavori letterari e riproduzioni cromatiche stupende con l’insegnante di arte. Ciò che si sentiva forte era non l’inanimato, ma l’animato. Attraverso l’oggetto era vivo il contatto con l’uomo, protagonista di vita, con altre storie, con l’invisibile, ma sensibilmente presente. Da adolescenti, ora ho più di sessant’anni, al mattino presto, prima che arrivassero i bagnanti era uno sfizio munirsi di un bastoncello o di una canna e rimuovere quella che chiamavamo la “scischia”. Si trattava di un’esplorazione vera e propria. La “scischia” poteva essere leggera, appena depositata dalle onde o alta, della notte, formata da un misto di alghe, di conchiglie, di resti di molluschi, di canne, di rami, di sassolini, di piccoli oggetti, di giocattoli, di scarpe o zoccoli, appunto… Quello che interessava e che poteva essere asportato veniva raccolto. Più tardi, essendo una delle mie sorelle, insegnante, tutto poteva servire per i famosi “lavoretti” fantasiosi a scuola o per varie catalogazioni scientifiche o geografiche. E così un’altra mia sorella che abita in un villaggio, sulla statale, forse lei sa dov’è, perché vi ha abitato anche il prof. de Palma, a tutt’oggi, vede di tutto, soprattutto tronchi e quindi legna. L’inverno scorso ha costruito un bellissimo presepio negli incavi di un tronco originalissimo, modellato dall’acqua con antri, nodi, grotte… Di messaggi in bottiglia ne abbiamo mandati qualche volta, ma per gioco, nel senso di scommessa. Mai trovato uno… Invece, io ho esperienza di messaggi di bene, legati e inviati con palloncini. Abbiamo avuto riscontri concreti e bellissimi, anche dall’estero. Il tutto rientrava in un progetto di educazione alla comunicazione e all’amicizia con i vicini e i lontani. Mentre scrivevo ho telefonato a mia sorella. Mi è venuto il dubbio che sia stata operata da lei al ginocchio. Proprio ora me l’ha confermato. Come tornano i conti! Chiedo scusa per la confidenza che mi sono presa…forse sto esagerando. Io non la conosco di persona, ma ne ho sentito parlare. . Volevo solo dirle che la sua storia mi piace, che la sua comunicazione è utile, per quanto possa sembrare stravagante a chi non la condivide . La vita è fatta anche di queste cose. Apprezzarle, goderne, valorizzarle significa evidenziare dimensioni umane che mettono in moto energie, sentimenti e potenzialità insospettate che se si fanno circolare non possono fare altro che rendere più lieve la vita. Buon lavoro, dottore. Le auguro che la mostra al Castello, la soddisfi e trovi tante persone che scoprano o che condividano un interesse e una osservazione che fanno bene sul piano fisico, spirituale, culturale e relazionale. Auguri!
Suor Anna Antida Casolino
Siro Baghini: 'complimenti per la sua passione' Salve, volevo farle i miei complimenti per la sua passione....semmai
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